martedì 20 settembre 2011

STRISCE PEDONALI

Trovo molto utile quanto affermato in merito al concetto di omicidio stradale dal comandante Filippo Fusi. Approfondire tali tematiche in modo rigoroso, ma al contempo fuori dai denti aiuta la riflessione.

Dico subito che mi trovo d'accordo con il concetto di omicidio stradale, ma che al contempo nutro dei seri dubbi, non sul comandante scrivente, ma su come la classe politica soventemente applica e soprattutto scrive le nuove norme. Ossia si parte bene nelle intenzioni e si finisce con scrivere male le norme.

Procedo con un esempio: le modifiche al codice della strada relative al pedone ed alle strisce. L'art. 190 stabilisce in merito al comportamento dei pedoni al comma 2 che: "per attraversare la carreggiata devono servirsi degli attraversamenti pedonali... Quando questi non esistono, o distano più di cento metri... possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l'attenzione necessaria..." .
Il terzo e quarto comma prevedono inoltre che il pedone non può attraversare la strada in diagonale e non può sostare sugli attraversamenti.

L'art. 191, che è stato pesantemente modificato l'anno scorso, prevede un radicale cambio di rotta comportamentale del conducente nei confronti del pedone. Ora il conducente ha l 'obbligo di fermarsi sulle strisce e deve dare la precedenza quando il pedone si accinge ad attraversare. In più al pedone sono consentiti altri comportamenti che collidono con l'articolo precedente.
Il comma 2 dell'art. 191 recita che il pedone sulle strade sprovviste di attraversamenti se hanno già iniziato ad attraversare devono poter concludere in sicurezza. Il comma 3 obbliga i conducenti a fermarsi ".quando una persona invalida con ridotte capacità motorie o su carrozzella... o comunque altrimenti riconoscibile, attraversa la carreggiata o si accinge ad attraversarla, e devono comunque prevenire situazioni di pericolo che possano derivare da comportamenti scorretti o maldestri di bambini o di anziani, quando sia ragionevole prevederli in relazione alla situazione di fatto".

Tali norme ad una prima lettura sembrano perfette. Ad una seconda si vede che invece entrano in contraddizione e che soprattutto si prestano a mutevoli interpretazioni che in caso di sinistro portano in automatico al concorso di colpa.

Praticamente un anziano può attraversare dappertutto senza regole. La norma a prima vista è valida ma nella realtà no. Addirittura potrebbe portare ad un aumento del numero dei pedoni anziani investiti per mancanza di chiarezza.

Le eccezioni alle regole creano caos. Se fuori dalle strisce non si dà la precedenza al pedone, non la si dà punto e basta.
Al contrario sulle strisce ci si ferma sempre.

Inoltre sempre per rimanere in tema la norma ora praticamente impone lo stop del conducente sulle strisce e quindi quasi tutte sono posizionate male o dopo gli incroci oppure dietro gli angoli, oppure dopo gli stop senza rispettare i cinque metri di legge.

La sicurezza è una cosa seria e come tale va trattata. Per questo sono d'accordo con il comandante Fusi quando parla di considerare i sinistri stradali alla stregua delle "scene del crimine" in modo da partire con delle rilevazioni serie ed approfondite come purtroppo oggi non avviene.

Solo una maggiore serietà nel trattare l'argomento sicurezza stradale porterà a dei significativi miglioramenti nella riduzione dei sinistri.

Salvatore Calleri

Presidente Fondazione Caponnetto